Anna Lottersberger, Dean di Ferrari Fashion School, ha intervistato Luciano Bandi, Lecturer del Master of Arts in Fashion and Luxury Management. Durante la chiacchierata, Luciano Bandi ha raccontato il suo percorso nell’industria tessile di lusso, toccando temi come la qualità dei materiali, la sostenibilità nelle catene di fornitura e l’importanza dell’integrazione verticale. Hanno anche parlato di come i brand di lusso possono bilanciare innovazione e tradizione, oltre a condividere strategie di marketing e consigli per i futuri manager del settore.
Luciano Bandi è un professionista del settore tessile con una carriera che è iniziata nel 1978 come product manager presso Filatura di Grignasco. Nel 1983 è passato a Loro Piana, dove ha contribuito alla creazione di una divisione per i filati di cashmere. Ha concluso la sua carriera come direttore commerciale e membro del Consiglio di Amministrazione di Zegna Baruffa Lane Borgosesia, dedicandosi anche alla formazione delle nuove generazioni nel settore.
Puoi condividere un po’ del tuo percorso nell’industria dei tessuti di lusso e dei diversi ruoli che hai ricoperto durante la tua carriera? Come è iniziato tutto?
Ho iniziato la mia collaborazione con Loro Piana nel 1983. In quegli anni era solo un produttore noto per la produzione di tessuti di alta qualità, realizzati con le fibre più preziose, diventando uno dei fornitori più importanti del mondo del lusso, poiché la promozione del marchio Loro Piana per i prodotti finiti è iniziata solo all’inizio del nuovo secolo. Sin dagli anni ’60 del secolo scorso, Loro Piana era il fornitore del mercato del lusso e dell’“haute couture”, che era completamente diversa da oggi. Gli abiti avevano un’eleganza sobria, dove il valore era dato dalla qualità e dal comfort del capo.
Il mercato della moda di lusso è conosciuto per l’accento sulla qualità dei materiali e sull’innovazione. Come fanno i marchi a garantire che questi valori siano mantenuti lungo tutta la catena di approvvigionamento?
Oggi è molto importante non confondere il vero lusso con il marchio. Spesso, se un marchio è molto conosciuto o molto costoso, viene automaticamente considerato un prodotto di lusso. Il prodotto di lusso è fatto di qualità, esperienza, ricerca e specializzazione. L’innovazione è fondamentale per raggiungere la massima efficienza, ma deve rispettare le basi del lusso. I marchi possono garantire di mantenere standard di qualità molto elevati solo se controllano la catena di approvvigionamento, identificando fornitori di alto livello e non cercando il massimo profitto attraverso fornitori con prezzi più competitivi. Mantenere relazioni a lungo termine con gli stessi fornitori è la prima e più importante garanzia di qualità.
La sostenibilità è diventata una preoccupazione chiave nell’industria del lusso. Come implementano le aziende di lusso pratiche sostenibili nella loro catena di approvvigionamento, dalla fonte delle materie prime fino alla produzione finale?
Oggi si parla molto di sostenibilità, ma ha molte facce. Il punto di partenza è preservare il pianeta attraverso un ciclo produttivo che rispetti regole molto precise per minimizzare l’inquinamento. Il punto di partenza è definire che tipo di prodotto realizzare. Il green design è la base di tutto il ciclo produttivo, partendo dalla materia prima, passando per i prodotti chimici meno aggressivi, fino al momento in cui il prodotto verrà abbandonato perché non può più essere utilizzato. Per essere certi che tutti gli elementi della catena di approvvigionamento siano organizzati verso la massima sostenibilità, sono importanti due aspetti: la continuità del rapporto con i fornitori e la ricerca. Questo aiuterà a identificare le migliori opportunità che il mercato può offrire.



