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Il tessuto come forma di pensiero

Flora Rabitti porta la sperimentazione materica e la ricerca artigianale nel modulo Materials and Tailoring di Ferrari Fashion School

Cosa succede quando il tessuto non viene considerato semplicemente un materiale di partenza, ma un vero e proprio spazio di ricerca?

All’interno del modulo Materials and Tailoring del Master of Arts in Fashion Design and Creative Direction, Flora Rabitti ha guidato un corso intensivo di quattro settimane dedicato alla manipolazione del tessuto, accompagnando gli studenti in un approccio ai materiali basato sulla sperimentazione. Founder di Florania, consulente per Max Mara e parte di una nuova generazione di designer che sta ridefinendo il rapporto tra artigianalità, sostenibilità e innovazione, Rabitti sviluppa una metodologia progettuale profondamente radicata nell’intelligenza materica.

Sviluppare un linguaggio autoriale attraverso il fare

Più che affrontare la manipolazione del tessuto come un esercizio puramente tecnico, il corso ha lavorato sullo sviluppo dell’autorialità progettuale attraverso la pratica. Gli studenti si sono confrontati con finissaggi, processi di tintura naturale e prototipazione tessile, fino alla realizzazione di sample book personali: archivi di ricerca che raccolgono sperimentazioni sui materiali, studi cromatici e prove di manipolazione.

L’obiettivo non era arrivare a un risultato estetico immediato, ma comprendere come il processo manuale possa diventare uno strumento di ricerca e costruzione dell’identità creativa..

Portare l’apprendimento oltre l’aula

Uno degli aspetti più significativi del corso è stato il modo in cui Rabitti ha esteso l’esperienza formativa oltre il contesto tradizionale della lezione. Nel suo territorio d’origine, a Mantova, gli studenti hanno sperimentato tecniche di tintura naturale utilizzando materiali organici, entrando in contatto con una dimensione della pratica più intima e legata al tempo, al luogo e alla ritualità del fare quotidiano.

Il tempo trascorso nella casa-laboratorio della designer, tra momenti di lavoro, confronto e condivisione informale, ha dato al corso una profondità umana rara, coerente con l’approccio relazionale che caratterizza la sua pratica.

Material-led design in un settore in trasformazione

Nel panorama della moda contemporanea, il lavoro di Rabitti si inserisce in un cambiamento sempre più evidente: il passaggio verso un design guidato dalla materia, come già professava Ezio Manzini, e verso modelli progettuali circolari e rigenerativi, oggi centrali tanto per le maison del lusso quanto per molti brand indipendenti.

Mentre il fashion system si confronta con le nuove normative europee sulla sostenibilità e con una crescente attenzione alla tracciabilità delle filiere produttive, la ricerca materica e l’artigianato sperimentale stanno assumendo un ruolo sempre più strategico. In questo contesto, l’approccio di Rabitti mette in relazione formazione e pratica progettuale, trasformando la sperimentazione sui materiali in uno strumento concreto per leggere e affrontare i cambiamenti strutturali del settore.

Quando sono i materiali a guidare il processo creativo

Nel Master of Arts in Fashion Design and Creative Direction, l’approccio di Rabitti riflette in modo diretto la visione didattica della Scuola: un metodo in cui le soluzioni progettuali non nascono da formule teoriche precostituite, ma prendono forma attraverso il tempo, l’errore, la sperimentazione e la prassi, spesso lenta, del fare artigianale. È proprio in questo spazio tra ricerca manuale e progettazione che gli studenti costruiscono il proprio linguaggio creativo e sviluppano le collezioni che daranno forma alla loro identità di designer.

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