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Nuovi linguaggi di moda tra styling, fotografia e fashion film

Cosa significa oggi costruire una narrazione visiva nella moda?

I confini tra styling, fotografia, fashion film, art direction e content production sono sempre più fluidi. Allo stesso tempo, l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui le immagini vengono ideate, prodotte e fruite.

Proprio mentre la tecnologia amplia le possibilità creative, diventano ancora più importanti competenze umane come ricerca, cultura visiva, gusto, storytelling e collaborazione. Per i nuovi fashion image-maker, padroneggiare una sola disciplina non basta più: occorre saper costruire un intero universo visivo.

Un’evoluzione che caratterizza il lavoro degli studenti del Master in Fashion Styling and Art Direction e del Master in Fashion Photography and Fashion Film di Ferrari Fashion School.

Dal fashion styling alla costruzione di un immaginario

Il ruolo del fashion stylist va oltre la selezione di abiti e accessori. Lo styling dialoga con art direction, casting, fotografia, set design, moving image e brand identity.

Durante l’anno, gli studenti dei due Master collaborano alla realizzazione di sette fashion shooting ideati e prodotti da zero, con la mentorship di Riccardo Carrapa, Programme Leader dei corsi.

Ogni shooting nasce da un concept e attraversa ricerca, art direction, styling e produzione. Gli studenti selezionano modelli, location, capi e accessori e collaborano con Diadema Academy per sviluppare hair e make-up coerenti con l’identità del progetto.

Le sette produzioni consentono di sperimentare linguaggi differenti e costruire progressivamente un portfolio personale. Una selezione entra inoltre nello Yearbook annuale della Scuola, distribuito a più di 200 professionisti del settore.

Fashion photography: il fotografo diventa image-maker

La fotografia di moda convive oggi con manipolazione digitale, CGI e strumenti generativi.

L’hybrid production mette in relazione fotografia e filmmaking tradizionali con workflow assistiti dall’AI e nuove forme di costruzione digitale dell’immagine. Gli studenti esplorano luce, composizione e shooting insieme a editing, colour grading, post-produzione e strumenti emergenti di Intelligenza Artificiale.

Alberto Pelayo, Image Maker e Art Director con base a Milano, lavora tra fotografia, retouching e tecnologie digitali, con esperienze per brand tra cui Versace, Louis Vuitton, Diesel e Moschino.

Andrea Olivo, fashion photographer e director con base a Milano, lavora invece tra immagine statica e moving image, con editoriali per GQ, Elle e Vanity Fair e campagne per brand tra cui Fendi, Max Mara e Diesel.

Due prospettive diverse, unite da un principio: fare fotografia significa costruire immagini capaci di comunicare un punto di vista.

Fashion film: raccontare la moda attraverso il movimento

Anche il fashion film sta evolvendo. Può essere cinematografico o sperimentale, narrativo o astratto, pensato per il grande schermo oppure per un formato verticale.

Ciò che conta è costruire un linguaggio nel quale styling, movimento, suono, montaggio e regia lavorino insieme.

Gli studenti collaborano alla realizzazione di un fashion film breve, seguendo l’intero processo: concept, art direction, styling, riprese e post-produzione.

Il progetto è guidato da Zion Lacroix, filmmaker e autore multidisciplinare con base a Milano, la cui ricerca esplora identità, alienazione e percezione attraverso narrazioni audiovisive sperimentali.

Passare dalla fotografia al film significa affrontare una nuova domanda: come si sviluppa un’immagine nel tempo?

Creative production: cosa accade dietro un’immagine di moda

Dietro ogni immagine esiste un sistema di decisioni. Budget, casting, location, agenzie, hair e make-up, uffici stampa, archivi moda, tempistiche e post-produzione trasformano un concept in un progetto reale.

Johanna Persson Cordioli porta 20 anni di esperienza internazionale tra talent management, creative production, casting, PR e visual storytelling. Come co-owner di Aura Photo Agency, lavora con un network di professionisti nei settori fashion, beauty e lifestyle.

La produzione, quindi, non è soltanto una fase organizzativa: diventa parte integrante della direzione artistica.

Cultura visiva e ricerca per costruire un punto di vista

Le competenze tecniche non bastano a creare un image-maker. Cultura visiva, ricerca e capacità di interpretare le reference diventano ancora più importanti quando generare immagini è sempre più semplice.

Federica Meacci, fashion editor, stylist, giornalista e docente, porta due decenni di esperienza tra moda, editoria e branded content. Il suo approccio invita gli studenti a comprendere il contesto culturale delle immagini che producono.

Nell’era degli algoritmi, saper creare un’immagine significa prima di tutto saperla leggere.

AI e moda: il valore dell’autorialità

Con la diffusione dell’Intelligenza Artificiale nella produzione di immagini, diventano centrali temi come autorialità, originalità e significato.

Gli studenti hanno esplorato queste domande attraverso una visita guidata ad Artificial Beauty con l’artista Andrea Crespi, alla Fabbrica del Vapore di Milano. La mostra metteva in dialogo bellezza classica e corpi sintetici, umano e artificiale, fisico e digitale.

Se la tecnologia può generare immagini sempre più convincenti, la domanda diventa: che cosa dà davvero senso a un’immagine?

Fashion industry: imparare dai professionisti dell’immagine

Il confronto con professionisti permette agli studenti di osservare il sistema dell’immagine da prospettive differenti.

Piermattia Aiello e Davide Salvatore di NoCarbStudio lavorano tra styling, image consulting e creative direction per moda, editoria ed entertainment.

Ludovica Zanotti, Image Buying Director di Dolce & Gabbana, porta la prospettiva di una Maison internazionale. Paola Corapi, Senior Photo Editor di ICON Magazine, approfondisce invece i processi attraverso cui la fotografia viene commissionata, selezionata e costruita nell’editoria contemporanea.

Il confronto permette di comprendere come professionisti creativi, brand ed editoria collaborino intorno alla stessa immagine, iniziando al tempo stesso a costruire un network nel settore.

Dalla specializzazione all’autorialità

La moda continua ad avere bisogno di specialisti. Uno stylist deve conoscere le collezioni, un fotografo la luce, un filmmaker ritmo e narrazione, un producer la complessità della produzione.

Sempre più spesso, però, ogni professionista deve comprendere anche ciò che accade oltre i confini del proprio ruolo.

Tra fashion styling, fotografia, fashion film e produzione, gli studenti imparano a collaborare senza perdere il proprio punto di vista. Perché, mentre evolvono gli strumenti con cui creiamo le immagini, la competenza più preziosa rimane profondamente umana: avere qualcosa che valga la pena mostrare e sapere come mostrarlo agli altri.

FAQ su fashion styling, fotografia e fashion film

Un fashion image-maker costruisce l’identità visiva di un progetto lavorando tra fotografia, styling, art direction, moving image e tecnologie digitali. Oltre alle competenze tecniche, servono ricerca, cultura visiva e storytelling per sviluppare immagini riconoscibili e coerenti con il messaggio di un brand o di un progetto editoriale.

L’AI sta entrando nei processi di produzione dei contenuti visivi sia nella fase di ideazione che in quella di creazione e post-produzione. Gli strumenti generativi ampliano le possibilità creative, ma rendono ancora più importanti autorialità, cultura visiva e capacità di definire un punto di vista originale.

Nel percorso descritto, gli studenti partecipano a sette fashion shooting sviluppati da zero, sperimentando concept e linguaggi differenti. I progetti permettono di mostrare nel portfolio sia le competenze tecniche acquisite sia l’evoluzione di un’identità creativa personale.

Per accedere al Master in Fashion Styling and Art Direction, i candidati devono possedere una laurea triennale, un titolo equivalente oppure dimostrare un’esperienza creativa. È inoltre necessario presentare una lettera motivazionale, sostenere un colloquio di ammissione e presentare un portfolio. È richiesta anche una certificazione della conoscenza della lingua inglese.

Per accedere al Master in Fashion Photography and Fashion Film, i candidati devono possedere una laurea triennale, un titolo equivalente oppure dimostrare un’esperienza creativa. Il processo di ammissione prevede inoltre una lettera motivazionale, un colloquio e la presentazione di un portfolio. È richiesta anche una certificazione della conoscenza della lingua inglese.

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