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Aya Mohamed: identità, rappresentazione e comunicazione nella moda contemporanea

Come possono i brand della moda dialogare con community sempre più multiculturali senza ridurre l’identità a un trend, a uno stereotipo o a un semplice strumento di marketing?

È stata questa una delle domande al centro della guest lecture di Aya Mohamed in Ferrari Fashion School, che ha coinvolto studenti di diversi Bachelor e Master in un confronto su identità, rappresentazione e consapevolezza culturale nella moda.

Nata in Egitto e cresciuta a Milano, Aya Mohamed è creative producer e cultural curator e lavora tra moda, media e creazione di community. Una parte importante della sua attività è dedicata ad aiutare i brand a entrare in relazione con un pubblico multiculturale attraverso forme di comunicazione più consapevoli e autentiche.

Una classe internazionale come spazio di dialogo

Con studenti provenienti da più di 40 paesi e background culturali differenti, l’incontro si è trasformato rapidamente in una conversazione aperta, nella quale le esperienze di ciascuno sono diventate parte integrante del confronto.

Aya ha invitato gli studenti a riflettere sulle proprie radici e su come l’identità evolva quando culture, lingue ed esperienze diverse entrano in relazione. Gli studenti hanno condiviso prospettive e confrontato esperienze, interrogandosi su come codici culturali differenti possano essere compresi, o fraintesi, all’interno della moda.

Per futuri designer, stylist, fotografi, creative director e fashion manager, queste sono questioni con una rilevanza professionale concreta. Lavorare oggi nella moda significa sempre più spesso creare per mercati e clienti che non possono essere interpretati attraverso un’unica prospettiva culturale.

Dalla rappresentazione alle community multiculturali

Una parte centrale del lavoro di Aya Mohamed con i brand della moda e del lusso riguarda la costruzione di relazioni autentiche con community multiculturali.

La conversazione è andata quindi oltre il concetto di ‘diversity’ intesa semplicemente come visibilità. Includere identità differenti all’interno di una campagna è solo una parte del processo: i brand devono imparare a conoscere in modo approfondito le community con cui vogliono entrare in relazione.

Aya ha invitato gli studenti a riflettere sulla differenza tra rappresentazione e partecipazione autentica, affrontando temi come appropriazione culturale e tokenism. Quando riferimenti culturali o identità vengono utilizzati principalmente come elementi estetici o simboli isolati di inclusione, infatti, la rappresentazione rischia di rimanere superficiale.

Costruire una community richiede un approccio serio: ascolto, conoscenza culturale, dialogo e capacità di coinvolgere le persone come partecipanti attivi, anziché semplicemente come soggetti di un’immagine.

Aya Mohamed: moda, cultura e community

Nata in Egitto e cresciuta a Milano, Aya Mohamed ha sviluppato un percorso multidisciplinare all’incrocio tra moda, cultura visiva e storytelling culturale.

Attraverso la propria attività creativa e Milan Pyramid, ha maturato una voce riconoscibile sui temi dell’identità e della rappresentazione delle donne arabe e musulmane nella cultura contemporanea.

Il suo lavoro l’ha portata a collaborare con importanti realtà internazionali della moda e del lusso, tra cui Cartier, oltre a Prada, Dior, Gucci e Valentino. La collaborazione con Cartier l’ha portata anche alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Mohamed fa inoltre parte del Diversity, Equity & Inclusion Advisory Board di Soho House, contribuendo a iniziative dedicate alla rappresentazione e alla costruzione di community all’interno delle industrie creative.

Prospettive internazionali a Ferrari Fashion School

La guest lecture con Aya Mohamed riflette l’ambiente internazionale di Ferrari Fashion School, dove studenti con background culturali differenti studiano e collaborano tra fashion design, styling, fotografia, business e management.

Questa diversità trasforma la classe in uno spazio di scambio, nel quale riferimenti ed esperienze differenti diventano parte integrante del percorso formativo.

Le guest lecture arricchiscono questo processo mettendo gli studenti in contatto con professionisti che contribuiscono attivamente all’evoluzione e al dibattito della moda contemporanea. Perché prepararsi a lavorare in un’industria della moda internazionale significa anche imparare a interagire e interpretare culture diverse.

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