Cosa accade quando i capi d’archivio non vengono più trattati come prodotti finiti, ma come punti di partenza per la trasformazione? Alla Ferrari Fashion School, gli studenti del secondo anno del corso Undergraduate in Fashion Design e del Bachelor of Arts in Fashion Design hanno affrontato questa domanda attraverso un progetto collaborativo sviluppato in partnership con Atelier Emé, parte del gruppo Oniverse. Atelier Emé è una maison italiana specializzata in abiti da sposa e da cerimonia, conosciuta per la sua raffinata maestria artigianale, l’attenzione ai dettagli e l’interpretazione contemporanea della femminilità. Svolto durante il secondo semestre del 2026, il progetto ha sfidato gli studenti a ripensare la paternità creativa, il valore materiale e la sostenibilità attraverso l’upcycling di capi esistenti.
Dagli archivi alle proposte contemporanee
Il progetto è stato sviluppato sotto la supervisione di Giusy Liguori e Gilberto Calzolari, entrambi portatori di una vasta esperienza nel settore all’interno del contesto accademico. Giusy Liguori, fashion designer, creative director, docente e course leader del BA in Fashion Design, ha lavorato in contesti internazionali del lusso e del prêt-à-porter, collaborando con brand tra cui Etro, Costume National e Rena Lange prima di fondare il proprio marchio di moda e alta gioielleria, 6229.
Accanto a lei, Gilberto Calzolari ha contribuito con una prospettiva profondamente radicata nella moda sostenibile e nell’artigianalità. Dopo oltre quindici anni di lavoro con maison come Marni, Valentino, Miu Miu e Giorgio Armani, ha lanciato il suo brand milanese di prêt-à-porter sostenibile nel 2015, ricevendo successivamente riconoscimenti tra cui il Franca Sozzani Green Carpet Fashion Award.
La sostenibilità come metodologia creativa
Gli studenti hanno lavorato su circa 70 capi Atelier Emé provenienti da precedenti collezioni bridal e ready-to-wear, trasformandoli attraverso tecniche di decostruzione sartoriale, manipolazione dei tessuti, ricamo e tintura. Piuttosto che progettare da zero, il progetto ha posto la creatività come atto di reinterpretazione, dove il patrimonio diventa materiale di sperimentazione.
Lavorando in coppia, gli studenti hanno sviluppato dieci proposte attraverso un processo che ha incluso ricerca, sviluppo del concept, prototipazione e produzione finale. Atelier Emé è rimasto attivamente coinvolto per tutta la durata del progetto, partecipando a guest talk, revisioni e al processo di selezione finale, offrendo un tirocinio ai migliori studenti.
Collegare formazione e industria
In un panorama della moda sempre più orientato verso la circolarità e modelli produttivi responsabili, la collaborazione riflette un più ampio cambiamento del settore verso un pensiero progettuale rigenerativo. Il progetto ha incoraggiato gli studenti ad affrontare la sostenibilità non come una limitazione, ma come un framework per l’innovazione, bilanciando artigianalità, sperimentazione e riflessioni sulla moda contemporanea attraverso un contatto diretto con le dinamiche reali del Fashion System.