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Fashion Impact Toolkit: dalla regolamentazione della sostenibilità agli strumenti pratici per l’industria

Come si traduce la sostenibilità dal linguaggio normativo alla realtà aziendale?

Numerosi brand italiani del fashion hanno recentemente affrontato problematiche legali e reputazionali legate a una mala gestione della supply chain, condizioni di lavoro inaccettabili e controllo insufficiente della catena produttiva, evidenziando quanto sia urgente affrontare in modo efficace trasparenza e accountability. Con il continuo irrigidimento dei framework ESG europei e degli standard di responsabilità aziendale lungo la value chain, questi temi stanno diventando fondamentali non solo per i brand, ma anche per i futuri professionisti che ci lavoreranno.

Questo è il contesto della presentazione del Fashion Impact Toolkit, tenuta il 20 maggio scorso presso Ferrari Fashion School dall’Ing. Beatrice Lamonica, Partner di Deloitte Climate & Sustainability, e l’Avv. Sonia Belloli, Managing Associate, Corporate Compliance & ESG in Deloitte Legal. L’incontro ha coinvolto studenti dei corsi triennali e Master in Fashion Design, Styling and Communication, Business and Management con un approccio interdisciplinare focalizzato su come la sostenibilità venga oggi strutturata, regolamentata e implementata all’interno del sistema moda.

La sostenibilità sotto pressione normativa

Il framework normativo europeo relativo alla sostenibilità è in rapida evoluzione e include la Corporate Sustainability Reporting Directive, la Corporate Sustainability Due Diligence Directive, l’EU Taxonomy Regulation e l’ESPR  – Ecodesign for Sustainable Products Regulation – e il Digital Product Passport. La sostenibilità non può più essere scelta volontaria dei brand. Al contrario, opera come un sistema strutturato di obblighi legali che influenza direttamente il modo in cui le aziende progettano, organizzano le forniture, producono e comunicano all’esterno.

Beatrice Lamonica, operando all’intersezione tra climate strategy e corporate transformation all’interno di Deloitte Climate & Sustainability, ha spiegato che la sostenibilità funziona oggi come framework operativo integrato nei processi decisionali aziendali. Il suo intervento ha evidenziato il passaggio dall’intenzione all’implementazione attraverso una serie di case study significativi.

Accanto a lei, Sonia Belloli, specializzata in corporate compliance ed ESG presso Deloitte Legal, ha illustrato gli aspetti chiave dell’infrastruttura giuridica che sostiene questa trasformazione. La sua presentazione ha evidenziato come i framework normativi definiscono i confini d’azione per le aziende fashion, in particolare in aree come la reportistica, i modelli di governance e le dinamiche di responsabilità.

Dalla compliance agli strumenti operativi

Al centro dell’incontro è stato presentato il Fashion Impact Toolkit, una metodologia operativa sviluppata da Deloitte Global and Global Fashion Agenda per trasformare normative ESG sempre più complesse in strumenti concreti per il settore moda. Basato su un approccio di lifecycle thinking e circularity, il framework non si limita ad analizzare sviluppo prodotto e trasparenza della supply chain, ma prende in considerazione l’intero ciclo di vita del prodotto: durabilità, riparabilità, vendita di seconda mano, riciclo, gestione dei rifiuti tessili, reverse logistics e sistemi di recupero dei materiali.

L’obiettivo è integrare i criteri ESG direttamente nei processi decisionali delle aziende, influenzando il modo in cui i prodotti vengono progettati, realizzati, distribuiti, utilizzati e reinseriti all’interno di un modello di economia circolare.

Ripensare il ruolo del design nella moda contemporanea

La discussione ha infine ridefinito la sostenibilità non come una semplice direzione teorica, ma come una condizione strutturale del fashion contemporaneo. Allo stesso tempo, ha evidenziato una crescente contraddizione all’interno dell’industria: nonostante si stimi che il design determini gran parte dell’impatto ambientale di un prodotto, creative director e uffici stile restano spesso ai margini quando si tratta di implementare strumenti di valutazione ESG e strategie di circolarità.

Proprio qui si apre una delle sfide più rilevanti per il futuro della formazione nell’ambito del fashion design. Solo se le scuole di moda sapranno formare una nuova generazione di designer capaci di unire visione creativa, consapevolezza normativa e lifecycle thinking, il design diventerà il motore principale della trasformazione sostenibile del settore moda.

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