E se il design non riguardasse più gli oggetti, ma i sistemi?
In un momento in cui il design viene sempre più valutato non solo attraverso l’estetica, ma anche attraverso un approccio sistemico, i materiali e l’impatto che genera a lungo termine, un cambiamento ulteriormente rafforzato dalle evoluzioni normative europee come la politica di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), una guest lecture alla Ferrari Fashion School ha riunito gli studenti del Master in Fashion and Luxury Management insieme agli studenti francesi di ISM, presenti a Milano per un programma di due mesi focalizzato su Brand Synergy e Advanced Marketing & Brand Management. La sessione ha accolto Tatiana Maino, fondatrice della milanese OOCCA, una piattaforma di arredamento circolare e partner della Ferrari Fashion School che accoglie anche studenti per opportunità di stage, per mettere in discussione uno degli assunti più consolidati del settore: il concetto di proprietà.
Dal pensiero lineare al modello circolare
“Quello che mi ha fatto mettere in discussione il modello tradizionale è stata la quantità di spreco generata da un pensiero lineare,” spiega Maino, riflettendo su decenni di esperienza nell’interior design tra progetti residenziali e commerciali di alta gamma. Per lei, il problema non è solo estetico, ma strutturale, radicato nel modo in cui il valore viene definito e consumato nel tempo.
All’interno di OOCCA, il mobile non è più considerato come un prodotto statico, ma come parte di un sistema continuo di utilizzo, restituzione, riparazione e riconfigurazione. Questo approccio ridefinisce il design come un processo in evoluzione piuttosto che come un risultato finale, in cui la longevità diventa una metrica centrale nella creazione di valore.
Oltre i materiali: il ruolo dei sistemi
Piuttosto che limitare la sostenibilità ai materiali, OOCCA sposta l’attenzione verso sistemi e filiere produttive. “I materiali da soli non sono sufficienti se il sistema che li circonda rimane invariato,” osserva, evidenziando il divario tra dichiarazioni di sostenibilità e reale trasformazione operativa. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante nel settore hospitality, dove i cicli di rinnovamento generano elevati livelli di spreco.
Al centro del modello OOCCA vi è una struttura basata su abbonamento, che riposiziona l’arredamento come servizio piuttosto che come proprietà. Questo solleva una questione strategica per i futuri professionisti del settore: i modelli circolari stanno realmente trasformando le industrie o stanno semplicemente riformulando i sistemi esistenti con un nuovo linguaggio?
Connessioni con il sistema moda
La discussione si estende naturalmente al mondo della moda, dove persistono dinamiche strutturali simili legate alla sovrapproduzione e alla stagionalità. “Entrambi i settori affrontano lo stesso problema strutturale, espresso però attraverso materiali diversi,” osserva Maino, evidenziando le opportunità di apprendimento trasversale tra design e brand management.
Con una prossima presenza durante la Milano Design Week 2026 attraverso la mostra “ÉCORCHÉ – Anatomia di un Mobile”, OOCCA continua a tradurre la propria metodologia circolare in esperienza spaziale, rivelando l’architettura nascosta dei sistemi di design.
Per gli studenti presenti, la lezione ha ridefinito una domanda centrale: nel lusso e nella moda contemporanei, il valore non è più determinato solo dalla creazione, ma da quanto intelligentemente un sistema è in grado di sostenersi, adattarsi e rigenerarsi nel tempo.